Operazione

OSPEDALE PARINI Il dato regionale è nettamente il migliore in Italia nei casi di malattia più gravi

  •    28 Gennaio 2023
  • Gazzetta Matin AUSL VDA

AOSTA La sanità ospedaliera soffre e non poco, ma ci sono eccellenze che meritano di essere sottolineate. E il caso del reparto di Cardiologia e della sua équipe, guidata dal dottor Paolo Scacciatella e del meccanismo virtuoso della catena del soccorso, dalla chiamata al 118 fino all'intevento dei cardiologi dell'ospedale Parini di Aosta. Comparati con i dati nazionali, quelli della Valle d'Aosta ci eleggono a regione più virtuosa del Paese, rispetto a un importante indicatore di assistenza sanitaria, cioè la mortalità a 30 giorni dal ricovero per gli infarti miocardici acuti, cioè le forme più gravi di infarto. Il dato valdostano è del 3,74% rispetto alla media italiana del 7,06%. Il rischio relativo è quindi dello 0,5, come dire che il rischio di morte di riduce della metà. Anche per quanto riguarda la mortalità a 30 giorni estesa a tutti i tipi di infarto, la percentuale valdostana è più bassa della media italiana: 5,71% contro 7,74%. In Valle d'Aosta il rischio di morire per un infarto nei pazienti ospedalizzati è del 26% inferiore rispetto alla media nazionale. «La mortalità a 30 giorni dal ricovero per infarto acuto del miocardio misura la qualità dell'intero processo assistenziale del paziente infartuato, a partire dall'accesso ai servizi di emergenza fino alla presa in carico dai cardiologi in Pronto soccorso e al follow up successivo» spiega il dottor Paolo Scacciatella, direttore della Struttura complessa di Cardiologia. «Per poter ottenere questi risultati ci vuole un'equipe cardiologica in grado di reagire velocemente. Ci vogliono competenza e tempestività prosegue il primario -. Questi risultati, inseriti tra l'altro in un trend positivo negli ultimi 3 anni, ci ripagano di un grande lavoro di squadra ». Negli attacchi cardiaci il fattore tempo è essenziale in ogni fase. «Le prime due ore sono fondamentali perché l'infarto è una patologia tempo-dipendente e i risultati dipendono dalle performance di velocità del sistema - spiega il dottor Scacciatella -. Nella catena temporale c'è anche il fattore paziente-dipendente, ossia quanto il malato riconosce subito il sintomo e chiama il 118». Il primario di Cardiologia aggiunge un altro dato: «Il 77% dei pazienti che arriva al nostro ospedale viene trattato entro i primi 90